Angelo Sabatelli charming chef

Un uomo percorre il mondo intero in cerca di ciò che gli serve
e torna a casa per trovarlo”
George Augustus Moore

Monopoli. Roma. Jakarta. Hong-Kong. Shangai. Mauritius. Monopoli.
Se non fosse stato chiamato per un ambizioso progetto in Puglia, mai decollato, oggi forse non avremmo uno dei pochi motivi di vanto della ristorazione regionale e uno dei migliori interpreti della cucina italiana in patria.

Ma così è andata, fortunatamente per noi, e la recente stella Michelin ha premiato questo ritorno alle origini e il suo talento, la determinazione e, soprattutto, il coraggio di scommettere su una terra ricca di fantastici prodotti ma ancora legata solidamente al passato.

La cucina di Angelo Sabatelli si ispira e dialoga costantemente con quel passato, ma poi lo trascende con risultati singolari e sempre sorprendenti. Le ricette della tradizione diventano sapori nuovi e al tempo stesso rassicuranti. Le esperienze esotiche diventano creativa e intelligente contaminazione. Le forme espressione artistica di una sensibilità fuori dal comune.
Si fa fatica a contenere l’energia che arriva in tavola ricca di sapere, sapori e colori e ogni suo piatto è una festa, gioia per i sensi, arricchimento dello spirito.

“Un uomo percorre il mondo intero in cerca di ciò che gli serve e torna a casa per trovarlo” ama ripetere lo chef citando una massima di George Augustus Moore. Non so, sinceramente, se qui abbia trovato ciò che gli serviva. Quello che è certo è che noi abbiamo trovato chi ci mancava.

Danilo Giaffreda